Arte e Collezionismo

Come il mercato dell'arte affronta l’isolamento

Bérénice Robaglia

Yves Klein

Introduzione

La distanza sociale, unico rimedio per rallentare il tasso di contagio in questa crisi sanitaria globale, è diventata un’inaspettata opportunità per avvicinarsi all’arte in modo innovativo. L’arte è uno strumento di coesione sociale che coinvolge la sfera emotiva degli spettatori i quali sono abituati a sperimentarla principalmente fisicamente. Infatti, scoprire le opere di un artista durante un vernissage, incontrare i gli amici per andare ad una mostra o vagare tra gli stand di una fiera...sono tutti momenti che danno vita a quell’esperienza speciale ed unica tipica del mondo dell’arte. Mentre i luoghi di raduno e le aziende hanno dovuto chiudere per contenere la diffusione del Coronavirus, numerose gallerie, artisti e varie istituzioni hanno prontamente sfruttato il vasto potenziale di internet per dare vita ad iniziative online. Al di là degli spazi espositivi virtuali e delle campagne e-mail finalizzate a sostenere il proprio business, gli attori del mercato dell'arte hanno adottato metodi creativi con l’obiettivo di diffondere la cultura, il buon umore e rafforzare le relazioni tra le persone. È come se, lavorando da casa e affrontando la medesima spaventosa crisi, si sia formato uno spazio di solidarietà dove tutti, dalla più piccola galleria online alle grandi blue chip, possono a loro modo contribuire. Il team di Convelio negli ultimi giorni è stato molto vicino ai propri partner e ha deciso di descrivere qui di seguito alcune iniziative proposte da organizzatori di fiere, gallerie, artisti e istituzioni.

1- Fiere

Salon du dessin paris

Se la Online Viewing Rooms di Art Basel HK ha suscitato un certo scalpore, i micro-siti degli espositori di Art Paris hanno di certo attirato la curiosità di molti. In questo caso gli organizzatori della mostra hanno adottato un approccio diverso. Per esempio, Hélène Mouradian, direttrice del Salon du Dessin e di Fine Arts Paris, in collaborazione con Connaissance des arts) (una rivista d'arte appartenente allo stesso gruppo) ha proposto di presentare regolarmente un disegno selezionato da un espositore della fiera. Con questa strategia, la signora Mouradian e Guy Boyer (capo redattore del CdA) hanno scelto di dare spazio alle pubblicazioni, creando ancora più entusiasmo per i collezionisti, impazienti di imbattersi nella prossima storia “nascosta” dietro ad un disegno. Le cronache si possono trovare sul sito web della rivista e su quello del Salon du dessin. Hélène Mouradian afferma che "l'importante è rimanere positivi e continuare a lavorare per essere pronti per il "dopo"".

2- Gallerie d'arte

onyis martin

Rimanere positivi e mantenere i rapporti con i collezionisti e gli amanti dell’arte sono anche i principi guida delle gallerie d'arte! Oltre alla costruzione di piattaforme e-commerce e cataloghi online per facilitare gli acquisti fatti comodamente da casa, i nostri attuali e futuri clienti hanno preso molto sul serio la loro missione di "messaggeri dell'arte e della cultura". Ad esempio, Florian Azzopardi, fondatore della galleria d'arte africana online Afikaris, ha pubblicato degli homemade video ambientando il lavoro dei suoi artisti su un allegro sfondo musicale con l'intenzione di offrire un contenuto gioioso e leggero. La galleria francese, con sede anche a Bruxelles, Michel Rein, si è ispirata alle Note di Dostoevskij da Underground. Evitando di adottare un approccio mercantile alla sua presenza sul digitale, la galleria ha invitato gli artisti a condividere il loro stato d’animo e l’esperienza che essi stanno vivendo in questo periodo di reclusione. L'artista ottantenne Jimmie Durham,è stato il primo ad esordire in questa serie con un autoritratto, mentre Maria Thereza Alves ha condiviso un video girato nel suo giardino napoletano - è proprio vero che il team di Michel Rein sta facendo un lavoro straordinario per far sentire la voce dei suoi artisti. D'altra parte, "Pas un jour sans une oeuvre" ("Non un giorno senza un'opera d'arte"), è un'iniziativa che Hervé Loevenbruck ha ripreso da quella condotta nel 2008 dai disegnatori della stampa Philippe Mayaux, Miguel Egana, Willem e Daniel Johnstonby. Il proprietario della galleria parigina Loevenbruck pubblica ogni giorno su instagram un'immagine di un'opera d'arte della sua collezione, che Alexandra Schillinger, direttrice della galleria, completa con un testo e lo inserisce nella newsletter. Secondo lei, questo periodo è anche un modo per rompere le barriere del tempo e della geografia con entusiasmo e ottimismo. E aggiunge: "È un modo per dire agli artisti e alle istituzioni che anche confinati, non li dimentichiamo, li sosteniamo". La galleria d'arte contemporanea SATOR, che è una delle gallerie che ha inaugurato uno spazio nel sito industriale di Komunuma a Romainville, ha sfruttato Instagram per sostenere i suoi artisti. SATOR ha una lunga tradizione di rappresentanza di artisti impegnati sul piano socio-politico. Per dar spazio alle loro voci, ha iniziato a registrarli attraverso brevi podcast che pubblica sul canale instagram della galleria. Infine, la RX gallery, spazio espositivo di 640 m2 nel Marais dedicato all'arte contemporanea, ha iniziato a creare alternative virtuali per compensare gli incontri settimanali che aveva organizzato prima che esplodesse la crisi del Covid-19. Come altre gallerie che possono permetterselo, ha fatto ricorso ad Artland.

3- Artisti

Charles belle

La crisi del Covid-19 è sicuramente un duro colpo per le mostre degli artisti, soprattutto per chi non è rappresentato da una galleria. Riprendendo l'idea delle Online Viewing Rooms di Art Basel Hong Kong, Charles Belle, un pittore francese molto popolare anche in Asia, ha lanciato la scorsa settimana il suo museo virtuale.Egli ha affermato: "Sto lavorando molto con i grandi formati, quindi il rapporto fisico con il mio lavoro è essenziale. Ma a causa della crisi, le visite allo studio e le mostre non sono fattibili. Con questo strumento di visualizzazione digitale, posso ancora mostrare il mio lavoro nonostante il confinamento; questo museo virtuale permette di dare spazio all'opera, di apprezzarne le dimensioni e di proiettarsi li mentalmente".

4-Istituzioni

Giaccometti

Esattamente come gli artisti, le istituzioni stanno soffrendo molto in questa crisi in quanto il loro supporto finanziario deriva in parte dagli ingressi dei visitatori. Abbiamo intervistato la mercante d'arte parigina Françoise Livinec il cui spazio d'arte si trova a Huelgoat (Bretagna) e che, per sua fortuna, apre solo durante l'estate. Per chiarire il contesto, Livinec ha trasformato una vecchia scuola per ragazze costruita nel 1810 in uno spazio espositivo d'arte. La location, immersa in un ambiente selvaggio, colmo di storia, accoglie ogni estate filosofi, artisti, curatori e scrittori per completare le mostre, con conferenze e workshop. Per lei, niente può sostituire la forza sensuale dell'arte che si può sentire osservando, toccando... persino annusando un'opera d'arte! Tuttavia, la comunicazione digitale può fornire un'alternativa agli incontri fisici e dare un senso di sollievo, rafforzando i legami tra le persone. Per esempio, dopo che il suo network ha espresso il desiderio di veder esposte le proprie opere d'arte anche durante questo periodo di reclusione, lei ha avuto un'idea. Ogni giorno riceve dai collezionisti delle immagini di opere d'arte che essi hanno scoperto da lei, e poi le condivide in una newsletter quotidiana. Favorisce un incontro tra intimità e virtualità, dove ci ricorda che l'arte non ha frontiere. Lei ha detto: "Ogni crisi è una rivelazione di chi siamo e di come reagiamo. I collezionisti che si sono presi il tempo per venire a Huelgoat, per incontrare gli artisti e condividere momenti insieme a loro, hanno avuto il piacere di “vivere” i dipinti. In questi momenti di reclusione, le opere d'arte li rimandano a tutti i momenti condivisi della cultura. Ho ripensato tutta la mia programmazione per quest'estate all'Ecole des Filles. Non potremo fingere che non sia successo nulla".

Conclusione

Anche se questa pandemia è una situazione veramente difficile per tutti, ci sono reazioni positive, innovative e di speranza provenienti dal mondo dell’arte. Osserviamo che i commercianti adottano il solito approccio per mantenere i legami con il loro network e allo stesso tempo forniscono supporto ai loro artisti. I più evoluti approfitteranno del confinamento per costruire sofisticati spazi espositivi virtuali, mentre altri si focalizzeranno sul messaggio trasmesso piuttosto che sul formato adottato. In ogni caso, dai più tecnologici agli amanti della pura arte “fisica”, tutti stanno facendo la propria parte. Se ai galleristi e agli organizzatori di fiere è mancato il tempo per trovare soluzioni innovative, questa crisi può essere vista come una grande opportunità per riconnettersi con la propria rete e al tempo stesso ampliare i propri confini.

31 marzo 2020

Bérénice Robaglia