Arte e Collezionismo

[Convelio x Widewalls] Episodio 6 - Profilo di Widewalls

Dopo 25 anni come esperto di finanza e come Direttore Generale dei Consigli di Amministrazione di alcune delle più importanti istituzioni finanziarie e dopo aver gestito numerosi progetti strategici di successo, Francis ha deciso di passare al mondo dell’imprenditorialità. Dopo la prima esperienza di successo della fondazione di una galleria e-commerce esclusivamente online, IdeelArt.com, durante v Luglio 2017 ha acquisito Widewalls.ch, un ambizioso marketplace online dedicato all’arte moderna e contemporanea...

Imogen Prus

Le Festin d'Olympe, 2020, disponibile su ideelart.com e su Widewalls. Immagini e opere d'arte di Macha Poynder.

Che cosa ti ha spinto a lanciare un business online nel mondo dell’arte?

Ho sempre desiderato possedere una galleria. Ma quando l’ho preso in considerazione più seriamente 7 anni fa, mi sono reso conto che il settore tradizionale era seriamente minacciato. Sapevo che vendere online sarebbe stato il futuro. Il mercato dell’arte online era cresciuto di due cifre ogni anno sino ad allora, ed è improbabile che questa crescita rallenti presto…

Dalle tue esperienze di IdeelArt e Widewalls, i collezionisti comprano effettivamente opere online?

Certamente! Altrimenti non sarei qui a rispondere alle vostre domande! É vero tuttavia che l’arte è una delle ultime attività ad essere passata online, soprattutto perché le gallerie hanno resistito a questo trend per un po’ di tempo. Le case d’asta però hanno aperto la strada con successo e alcune di loro fanno più di metà delle loro vendite online. Tuttavia, con immagini di alta qualità, prezzi trasparenti, mostre 3D, accessibilità da qualsiasi parte del mondo e un ambiente meno intimidatorio, sono sicuro che le vendite d’arte online non solo aumenteranno, ma costituiranno anche il fattore che contribuirà maggiormente all’espansione del mercato dell’arte in generale.

Quanto è importante la presenza online per i business legati all’arte?

Le vendite online rappresentano ancora poco meno del 10% di tutto il mercato dell’arte (che vale $65 miliardi). Ma questa percentuale sta crescendo di anno in anno e mi aspetto che raggiungerà il 20% tra 5 anni. A questo punto, nessuna galleria avrà più la possibilità di ignorare questo canale di distribuzione.

Per quanto concerne le gallerie, quanto tempo e denaro dovrebbero investire in ciò?

Non tanto quanto pensano, se non fanno l’errore di provare a farlo da soli. Se lavori unicamente dal tuo sito allora costruire un pubblico qualificato di collezionisti d’arte prende molto tempo ed è estremamente costoso. Tuttavia, vi sono numerosi marketplace online che ti possono supportare nel farlo. Ma per meno di 200 euro al mese, ogni galleria può iscriversi a Widewalls ed esporre il proprio inventario a centinaia di migliaia di amanti dell’arte - e possiamo inoltre occuparci della gestione del loro inventario digitale, non solamente su Widewalls, ma anche su un altro marketplace, così non devono nemmeno investirci del tempo!

Quali consigli dareste a una galleria che sta iniziando a creare la propria presenza online - quali strumenti possono utilizzare e quali errori dovrebbero evitare?

Non fatelo da soli: usate invece come terza parte i marketplace online, come Widewalls. Utilizzate il vostro sito principalmente come show-room. Deve essere esteticamente bello e facile da utilizzare, ma non contate su questo per vendere molto. Fatelo con serietà, siate presenti su almeno 3 piattaforme, in modo tale da poter comparare e ottimizzare. Preferite le piattaforme che sono trasparenti, quelle che non si trattengono dal pubblicizzare il vostro inventario ai potenziali clienti che vi inviano. Altrimenti, la vostra presenza non vi permetterà di aumentare la vostra lista di clienti, la quale è una delle vostre risorse chiave. Riguardo a ciò, controllate i loro termini e condizioni. Rimanete su ciascuna piattaforma per almeno un anno, successivamente giudicate se ne vale la pena. Serve tempo per costruire la propria presenza sulle piattaforme, è abbastanza simile ai social media.
Siate attivi, quotidianamente se possibile. Caricate nuove opere o ri-caricate quelle esistenti. Pubblicate informazioni sulle vostre mostre insieme alle opere, se la funzione esiste (su Widewalls potete farlo). La maggior parte delle piattaforme hanno algoritmi che favoriscono i rivenditori che sono più attivi, mentre alcuni - come Widewalls - vi forniscono anche i mezzi per aiutarvi ad essere più attivi. Mostrate i prezzi con trasparenza. La scoperta dei prezzi senza alcuna difficoltà è importante in ogni mercato per far crescere la sua liquidità (e volumi di transazioni). Quello dell’arte non è differente. Fate foto di buona qualità o persino video alle opere d’arte. Davanti, dietro, di fianco, in loco, alla firma dell’artista, zummate. Di più ne fate meglio è. Potete iniziare a fare foto in 3D (con il vostro smartphone!), dal momento che le nuove tecnologie permetteranno presto ai rivenditori di organizzare mostre online in 3D e le immagini in 3D saranno necessarie se si vuole una migliore presentazione. Affidate alle opere descrizioni accurate, rilevanti e reali. Immaginate che queste siano il vostro discorso di presentazione ad un potenziale acquirente, senza rendere la cosa troppo forzata. Non siate timidi riguardo all’esporre ampi inventari. Quello di internet è un gioco di numeri. Più questi sono alti e meglio è. Persino la galleria Perrotin ha più di 2,000 opere su Widewalls! Non vi preoccupate di differenziare gli inventari da una piattaforma all’altra. Gli utenti della piattaforma, il modo in cui i filtri sono progettati, il motore di raccomandazione, quello di ricerca e algoritmi di visualizzazione faranno il lavoro per voi.

Qual è la sua visione di un’esperienza senza pari per comprare arte online? Ci piacerebbe conoscere il suo punto di vista, nello specifico, sul mondo dell’e-commerce e sul modello “clicca e compra” e vorremmo conoscere le sue idee riguardo alla logistica.

I collezionisti devono essere in grado di trovare quello che cercano in pochi click. Dare agli utenti la migliore esperienza possibile è la chiave per avere successo in ogni marketplace (non solamente in quelli legati all’arte). Quando analizziamo il nostro business ci focalizziamo su percorsi ben progettati per i nostri utenti, filtri intelligenti, una piattaforma veloce, motori di ricerca efficienti, esperienze personalizzate e forti motori di raccomandazione. Agli acquirenti non piacciono le sorprese, dunque avere la possibilità di possedere preventivi di spedizione istantaneamente (tramite Convelio ad esempio) insieme ad informazioni su tasse d’importazione ecc., aiuterà senza dubbio il processo di acquisto.

Le aziende tecnologiche sono sempre interrogate riguardo ai dati, come gestite i dati per offrire importanti informazioni sul mercato dell’arte?

Widewalls è una piattaforma al servizio dei rivenditori d’arte. Le nostre gallerie e rivenditori ricevono i dati che i nostri utenti forniscono coscientemente. Non abbiamo un programma segreto e non stiamo progettando, per esempio, un database di collezionisti da usare tra 10 anni per spazzare via il mercato. Utilizzeremo sempre queste informazioni per fornire un miglior servizio ai rivenditori d’arte e ai nostri visitatori. Abbiamo certamente i mezzi per monitorare il comportamento degli utenti e le loro preferenze, per fornire loro migliori suggerimenti. Questa è una pratica standard, e dovremmo presto implementare una tecnologia molto intelligente, guidata da un’intelligenza artificiale, che combinerà il riconoscimento dell’immagine, della descrizione del prodotto e dei comportamenti degli utenti. Questo ci permetterà di offrire un miglior servizio ai nostri partner e ai nostri utenti.

Ogni startup ha un percorso, quali sono stati alcuni degli alti e bassi di Widewalls?

Dunque, onestamente il nostro percorso è stato abbastanza una montagna russa. Widewalls ha una storia peculiare. La piattaforma è inizialmente nata come un’iniziativa privata, progettata per gestire la collezione di un collezionista abbiente. Ma come imprenditore seriale, non poteva resistere alla tentazione di costruire qualcosa di più commerciale. Successivamente, la piattaforma è diventata pubblica ed ha sviluppato traffico con successo, soprattutto attraverso la sua rivista ed i suoi contenuti ottimizzati, accumulando un’ampia audience (Widewalls ha attualmento più di mezzo milione di visitatori al mese).Io ero uno dei loro clienti attraverso la mia galleria ed ho deciso di acquistare la compagnia in seguito ad una crisi nella gestione che ha quasi paralizzato l’azienda. Ho completamente riorganizzato il team, costruito processi in grado di gestire una crescita e recentemente ri-creato la piattaforma, affinché fosse in grado di accogliere nuove funzioni e servizi. Come potete vedere, siamo solo all’inizio del nostro viaggio...

Quali sono stati alcune delle vostre priorità, e principali insegnamenti, durante la crisi del COVID 19?

Dal nostro punto di vista, la crisi non ha cambiato nulla internamente. Lavoriamo comunque principalmente da remoto. Siamo ancora un piccolo team, dunque è facile per noi. Se dovessi cambiare qualcosa in seguito a questa crisi, sarebbe probabilmente il redire piani per permettere la crescita e permettere comunque a tutti i membri della compagnia di lavorare da casa. Penso che questo sia il modello del futuro e migliorerà le vite di tutti. Pensateci: non dover più prendere una metro affolata (e prendersi il raffreddore!) due volte al giorno. Invece potreste vivere vicino al mare o in campagna, ed essere comunque completamente connessi al resto del mondo. Penso inoltre che le mostre online e virtuali diventeranno molto più comuni. Siamo, per l’appunto, appena diventati i distributori esclusivi di una tecnologia innovativa che si basa su una realtà virtuale, e dovremmo essere in grado di offrire questo servizio ai nostri utenti e partner molto presto.

Come crede che sarà il mondo dell’arte dopo il Covid 19?

Per la maggior parte delle gallerie, si tratta di una vera epifania. Stiamo chiaramente vedendo un cambiamento nel comportamento dei rivenditori d’arte nei confronti delle vendite online. La crisi è solamente un acceleratore. Il mercato era in un momento di transizione prima del Covid-19. Penso che le fiere d’arte soffriranno, ma solo temporaneamente (e, discutibilmente, questa area era ormai satura in ogni caso, dunque sarà interessante vedere come comparirà il calendario del 2021 delle fiere d’arte). Ci sarà sempre un desiderio per gli amanti dell’arte e i collezionisti di scoprire l’arte fisicamente. Questo è particolarmente il caso di artisti emergenti che non sono mai stati esposti prima, e le fiere d’arte hanno sempre avuto un ruolo fondamentale a questo riguardo. Vedo un futuro dove le gallerie d’arte faranno business soprattutto online, forse organizzeranno mostre pop-up, combinate con un programma di fiere d’arte.

Lei è un collezionista? E compra arte online? In questo caso, quali sono alcuni punti salienti della sua collezione?

La mia definizione di collezionista d’arte è qualcuno che non ha abbastanza spazio sui propri muri per esporre l’intera collezione. Ho appena contato, ci sono 21 opere d’arte solamente nel mio soggiorno e ho un magazzino di arte che aspetta di essere appeso, dunque, penso di sì, sono un collezionista! Tendo ad essere molto più attratto dall’arte astratta. I pezzi più grandi nel mio soggiorno sono un dipinto di pallini di Damien Hirst, che è appeso di fianco a un dipinto di Andre-Pierre Arnal fatto nel 1971, egli era un membro del movimento francese (e dalla breve vita) “Support-Surface”. Ultimamente compro molto meno (hai un potere d’acquisto più forte quando sei un banchiere, rispetto a quando sei uno start-upper…). Possiedo anche diverse opere degli artisti di IdeelArt: Tilman, Jessica Snow, Dana Gordon, Martin Reyna, Macha Poynder, Pierre Muckensturm, Anya Spielman, Jeremy Annear, Arvid Boecker, Yari Ostovani, Claude Tétot, Holly Miller, Kyong Lee.

Capture

Francis Berthomier, CEO di Widewalls, con Partner Christelle Thomas, CEO di Ideelart. Immagine di Francis Berthomier, opera di Jeppe Hein "You are Everything (Handwritten)", 2019.

18 giugno 2020

Imogen Prus