Arte e Collezionismo

Il Rapporto di Mercato ArtBasel 2020 - Parte 1

Il nostro report annuale preferito sul mercato dell’arte è stato pubblicato. Venite a scoprire i concetti chiave di questo report e la nostra visione su “Global Art Market 2020 parte 1”.

Rita Hamri

Keith Haring - ignorance

1- Il mercato globale dell’arte nel 2020

Le vendite globali nei settori dell’arte e dell’antiquariato hanno generato approssimativamente $64.1 miliardi nel 2019, denotando un calo del 5% annuo rispetto al 2018. Come sempre, i 3 principali poli per l’arte continuano ad essere gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Cina, i quali generano circa l’82% delle vendite.

Gladstone gallery

A- Gli Stati Uniti

Gli Stati Uniti continuano ad essere il principale mercato nel mondo dell’arte, detenendo il 44% delle vendite generate in termini di valore. Quest’anno vi è stato il secondo più alto livello di vendite nella storia. Gli Stati Uniti si sono posizionati tra i pionieri nel mondo dell’arte e hanno detenuto la propria posizione come leader di mercato negli ultimi 50 anni (in parte per merito delle grandi quantità di individui a patrimonio netto elevato e di infrastrutture culturali ben sviluppate). Inoltre, gli Stati Uniti si posizionano come uno dei più importanti centri di commercio d’arte. L’aumento del protezionismo dell’amministrazione Trump e delle guerre commerciali (non solo con la Cina) hanno causato increspature sul mercato ed hanno avuto un effetto negativo sulla fiducia dei consumatori, la quale ha a sua volta danneggiato la crescita del mercato dell’arte a livello internazionale, senza impattare però il mercato domestico (per esempio dazi imposti sull’importazione d’arte e di antiquariato da mercati come ad esempio la Cina e l’Europa). Comunque, è importante osservare che queste restrizioni tariffarie rimangono molto limitate e l’impatto generale è stato causato soprattutto da una mancanza di fiducia nel quadro normativo.

B- Il Regno Unito e la Francia

A causa della Brexit, nel 2019 il mercato britannico ha registrato un calo del 9%, pari solo al 20% del valore generato. Ha mantenuto il suo secondo posto come leader globale dell’arte. Nonostante un no-deal nel contesto Brexit avrebbe potuto avere un impatto più grande sul mercato, la decisione formale del Regno Unito di lasciare l’Europa ha portato una certa stabilità. Comunque, le nuove regolazioni rimangono poco chiare e ciò ha creato un sentimento generale di incertezza nel settore dell’arte. Quello francese sembra essere l’unico mercato ad aver avuto una crescita positiva nel 2019 con una quota di mercato globale del 7% (raggiungendo $4.2 miliardi). Per contestuallizare, all’inizio del ‘900 la Francia era il perno del mondo dell’arte. Solamente pochi decenni dopo, alla fine degli anni ‘20, una combinazione di eventi economici e politici (ad esempio il crollo del mercato azionario, la Grande Depressione, la svalutazione del franco) hanno provocato la bancarotta di molte attività legate all’arte e dunque è stato lasciato spazio agli Stati Uniti e al Regno Unito. É solamente a metà anni ‘50 che Parigi ha vissuto una rinascita del suo mercato, supportata da collezionisti internazionali. In ogni caso, dopo gli anni ‘50, la Francia non ha adattato il proprio quadro normativo (ad esempio un sistema fiscale con tasse rigide al 40% per le vendite d’arte, paragonate ad un 10%-15% nel Regno Unito), spingendo così gli acquirenti ed i venditori verso economie più liberali. La decisione del Regno Unito di lasciare l’Europa ha ora creato un’opportunità per la Francia per posizionarsi come leader di mercato in Europa. Nel 2019, abbiamo visto che molte gallerie blue-chip internazionali hanno aperto filiali a Parigi, come ad esempio David Zwirner...

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C- Asia

La Cina ha subito una perdita del 10% nel 2019, con un anno consecutivo di vendite in calo, a causa soprattutto del settore delle aste, in diminuzione in termini di risultato negli ultimi due anni. Guardando più da vicino questo settore, possiamo notare che il declino del mercato delle aste può essere associato a due cause 1) I fattori economici esterni hanno portato un comportamente più cauto da parte di collezionisti e investitori e, 2) La mancanza di opere di alta qualità in termini di offerta. Oltre a ciò, Hong Kong - che è stata a lungo un polo d’arte fondamentale in Asia a causa della sua stabilità politica e incentivi fiscali per le aziende - è stata completamente scossa da eventi politici. La situazione politica ha avuto un grande impatto sul settore dell’arte dell’isola, con un declino del 25% nella generazione di vendite dal 2017.

2- Vendite dei rivenditori

A- Risultati

Nei settori delle gallerie e dei rivenditori, si stimava che le vendite raggiungessero $36.8 miliardi con una crescita del 2% annua. Ciò che è interessante riguardo alle tendenze attuali è che le gallerie di media grandezza (le quali generano vendite di $250.000-500.000) stanno crescendo esponenzialmente ad un tasso del 17% mentre le gallerie blue-chip (con un fatturato trai $500.000 ed $1 milione) stanno subendo uno dei più grandi declini nella storia del mondo dell’arte (-9%).

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B- Schemi di acquisto

Il 2019 ha visto un mix di performance di diversi segmenti che vanno dall'arte contemporanea ai vecchi maestri e all'antiquariato. Anche se vediamo un calo nelle vendite globali, l’arte moderna ha avuto le vendite mediane più alte. I vecchi maestri, opere d'arte del XIX secolo e pre-moderne, hanno subito uno dei maggiori cali annui, con una diminuzione delle vendite in media del 32%. Riguardo alle arti decorative e all’antiquaritato, il 2019 è stato un anno relativamente stabile.

C- Meccanismi

Similmente all’anno scorso, il mercato è sempre fondato sulla stessa logica. Ciò significa che all’interno del settore dei rivenditori un piccolo numero di business stanno facendo alti profitti, mentre un ampio numero di attori stanno continuamente lottando per raggiungere il pareggio. Con costi sempre più cari ed un'alta volatilità in termini di flusso di cassa, molti attori stanno facendo fatica a sopravvivere. L'accesso ai finanziamenti in questo settore rimane estremamente di nicchia e difficile a causa della mancanza di collaterale (un fatto interessante menzionato nel report è che gran parte dei rivenditori vendono su consegna dunque non possiedono un inventario o beni di proprietà e ciò li rende meno ammissibili a qualsiasi tipo di prestito da parte di istituzioni pubbliche). Inoltre, trovare nuovi acquirenti rimane una delle più grandi sfide del mondo dell’arte. Se ci immergiamo in profondità e guardiamo i dati raccolti in questo rapporto, possiamo notare che il 70% delle vendite dei rivenditori sono effettuate a collezionisti privati e solo il 15% tramite musei internazionali o domestici o istituzioni private. Infine, un numero interessante fornito in questo report è che il mercato primario costituisce in media il 56% delle vendite, mentre il secondario solo il 44% in termini di volume. Il mercato secondario ovviamente domina in termini di valore in quanto, per definizione, offre artisti più affermati e validati dall'industria.

3- Vendite all’asta

A- Dinamica del mercato

Anche se i 3 più grandi poli delle aste (gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Cina) hanno mantenuto la loro posizione nel 2019, hanno vissuto un declino rispetto al 2018. Il mercato francese si posiziona di nuovo come uno dei più resilienti con una crescita annua del 2%. Collegando questi dati alle conoscenze sul mercato, abbiamo visto nell’anno passato che grandi investimenti sono stati fatti dalle più grandi case d’asta per fornire sia un’offerta più diversificata (ad esempio l’arte africana) sia lotti di più alto valore.

Sotheby's

B- Risultati

Durante il 2019, le aste pubbliche hanno raggiunto un totale di $24.2 miliardi, con un declino annuo del 17%. Le vendite delle aste private, al contrario, sono aumentate fino a raggiungere più di $1.8 miliardi di valore generato presso Christie’s e Sotheby’s. Christie’s sta continuando a posizionarsi come leader di mercato nel settore delle aste. Le prime cinque case d'asta per valore delle vendite sono: Christie’s, Sotheby’s, Phillips, China Guardian e Poly Auction. Queste hanno rappresentato il 77% del valore delle vendite, vendendo solo il 18% del numero di lotti.

C- Tendenze

Similarmente alla distribuzione di Pareto, le opere che vengono vendute per più di $1 milione rappresentano il 55% del valore generato, mentre rappresentano l’1% in termini di volume - vi è un declino rispetto all’anno scorso a causa dei meno lotti venduti. Il dopoguerra e l’arte contemporanea rimangono i settori più grandi nel 2019 con una quota di mercato del 53%. Le vendite hanno raggiunto circa $6.1 miliardi quest’anno. L'artista più venduto all'asta nell'arte contemporanea è stato Zao Wou-Ki (come nel 2018), insieme a Andy Warhol, Wu Guanzhong, David Hockney e Jean-Michel Basquiat… Questi 5 artisti hanno generato circa il 14% del valore di tutte le vendite!

4- Fiere d’arte

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Le vendite delle fiere d’arte hanno generato $16.6 miliardi nel 2019, con il 64% di lotti venduti alle fiere. Le fiere d’arte sono una parte essenziale dell’ecosistema del mondo dell’arte, rappresentano infatti il 30% di vendite per rivenditori di fascia media ed il 47% per gallerie blue-chip. I collezionisti partecipano in media a 39 eventi artistici all’anno. La pandemia mondiale che stiamo attualmente affrontando ha richiesto alle fiere d’arte di ripensare il loro modello di business, con grandi investimenti che sono stati fatti nella tecnologie per assicurare lo svolgimento dell’attività “come sempre” (leggete di più qui).

27 agosto 2020

Rita Hamri