Arte e Collezionismo

La storia del trasporto delle opere d'arte: Il Grand Tour

Elisa Ciccarese

The Grand Tour Art Print By Pure Evil

Che cos’è il Grand Tour

“...Ho provato un piacevole delirio che solo le anime come le nostre possono comprendere, e incapace di controllare la mia estasi che scorreva di statua in statua, da stanza in stanza come una farfalla frastornata in un universo di fiori…” questa è la reazione di Thomas Beckford, noto collezionista d’arte inglese, dopo aver visto la collezione degli Uffizi a Firenze. Thomas Beckford era uno dei giovani nobili nord europei che decisero di partire alla volta di un viaggio all’insegna della cultura: il Grand Tour. Il termine “Grand Tour” si riferisce all’usanza del diciassettesimo e diciottesimo secolo di intraprendere un viaggio in Europa da parte di nobili giovani europei, intorno all’età di 21 anni. Questi ultimi erano appartenenti a un alto ceto sociale e dovevano possedere i mezzi necessari per l’itinerario, il quale veniva spesso affrontato con un accompagnatore, come ad esempio un membro della famiglia o un insegnante.
La motivazione di tale viaggio risiede nella curiosità degli studenti nei confronti di culture lontane e i loro usi e costumi. Inoltre, viaggiare diventava per loro un modo per imparare di più riguardo a politica, economia e, soprattutto, arte in tutte le sue forme.

Le tappe del viaggio

Solitamente l’itinerario del Gran Tour iniziava a Dover, in Inghilterra, e attraversava la Manica fino a Ostenda, in Belgio o a Calais o Le Havre, in Francia. Da lì, i turisti (accompagnati dal loro tutor e dalla servitù) dovevano attraversare le Alpi comprando o affittando una carrozza, oppure effettuare il tragitto in barca lungo la Senna fino a Parigi o lungo il Reno fino a Basel.

Paris 18th century

Parigi era la prima destinazione: qui i giovani prendevano lezioni di francese, danza, scherma ed equitazione. Durante tale soggiorno avevano modo di imparare la lingua e le sofisticate maniere dell’alta società francese, oltre alle mode e ai comportamenti di corte. Tutto ciò era utile per rendere i giovani uomini più raffinati e per prepararli a posizioni di comando, spesso nel governo o nella diplomazia, una volta rientrati a casa. Successivamente, da Parigi si spostavano tipicamente in Svizzera, a Ginevra o Losanna.

Geneva 18th century

Tuttavia, la meta principale del Grand Tour era l’Italia. Una volta arrivati qui, i turisti erano soliti visitare Torino (e talvolta Milano), passare qualche mese a Firenze e - in seguito a una breve tappa a Pisa - continuare verso Padova, Bologna e Venezia. Da Venezia i giovani nobili andavano a Roma e, alcuni, visitavano anche Napoli, mentre i più abbienti tentavano di raggiungere la Sicilia, Malta o la Grecia.

Greece 18th century

Tornando verso nord, i turisti potevano ri-attraversare le Alpi, passando dai luoghi europei di lingua tedesca, come ad esempio Innsbruck, Vienna, Dresda, Berlino e Potsdam, con un eventuale periodo di studio presso le università di Monaco o Heidelberg. Da lì, i viaggiatori potevano visitare l’Olanda e le Fiandre, prima di ritornare in Inghilterra tramite la Manica. Vi starete chiedendo quando potesse durare questo viaggio… Dunque, per i giovani più con più disponibilità economica durava fino agli 8 anni!!! Decisamente non un brutto modo per studiare politica, cultura e arte.

Alla ricerca dell’arte

Ogni tappa del viaggio non era casuale. I turisti volevano imparare e collezionare qualcosa da ogni destinazione e - soprattutto dall’Italia - ciò che collezionavano era soprattutto arte. Questi studenti erano soliti viaggiare accompagnati dai propri ritrattisti e paesaggisti, in modo che questi potessero fare immediatamente degli schizzi delle bellezze che intravedevano lungo il viaggio. Quando ciò non era possibile, commissionavano il lavoro ad artisti locali, per portare con loro ciò che oggi comunemente chiameremmo “una cartolina”. Uno degli artisti italiani più conosciuto e apprezzato era Giovanni Battista Piranesi, i cui dipinti sono stati tramandati tra famiglie nobili fino al giorno d’oggi. Tutti i giovani viaggiatori aspiravano a tornare a casa con una delle sue opere!

Giovanni Battista Piranesi

Venezia, dal momento che era una città recentemente rifiorita grazie agli investimenti nell’arte e nella cultura del periodo rinascimentale, era estremamente affascinante per i turisti. I viaggiatori si recavano a Venezia per ammirare i capolavori di Tiziano, Giovanni Battista Bellini e Jacopo Bassano. Inoltre, uno degli artisti più amati era il paesaggista Canaletto. Secondo noi può essere considerato un vero genio per la sua abilità di raffigurare scene e paesaggi e di dare a chi osserva l’impressione di potersi immergere nel dipinto. Che cosa ne pensate? Dateci un’occhiata:

Venice

Roma era considerata la pietra miliare del Tour. Da un lato la città rappresentava un accesso privilegiato al patrimonio storico dei secoli passati, grazie alle sue rovine greche e romane. Dall’altro, era la città emblema del Rinascimento e del Barocco, movimenti dei quali gli artisti Michelangelo e Gian Lorenzo Bellini erano rispettivamente i maggiori esponenti. Osservate ad esempio una veduta (termine utilizzato per questo tipo di opere) dell’artista Piranesi della Basilica di San Pietro, fatta e progettata da Bernini. Non vi ricorda quella che al giorno d’oggi potrebbe essere una cartolina?

Rome

Quando i viaggiatori decidevano di raggiungere Napoli, lo facevano per ammirare “la città del sole”, con la sua cultura, musica, teatri d’opera, opere di Caravaggio e rovine di Pompei ed Ercolano. In questo modo scoprirono un nuovo interesse nei confronti dell’archeologia e ciò a sua volta contribuì notevolmente alla nascita e sviluppo del movimento neoclassico, durante la fine del diciottesimo secolo, del quale lo storico e archeologo tedesco Winckelmann rappresenta il maggior esponente. É un peccato che Convelio non esistesse al tempo, le nostre soluzioni di preventivi istantanei e di multipickup sarebbero state perfette per il Grand Tour! I grandtourist avrebbero avuto un partner fidato per importare le bellezze italiane ed europee nei loro paesi, evitando spedizioni difficoltose e poco sicure!

5 luglio 2020

Elisa Ciccarese